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Soglie. Materia, pelle, memoria

Mostra di Sara Vaccaro, a cura di Lucrezia Caliani 

La mostra racconta il continuo processo di trasformazione che attraversa corpo, identità, materia e immaginario. Il fuoco, la pelle, le trasformazioni della materia e le tecnologie contemporanee vengono catturate dall'artista fissando così delle zone di passaggio, attraverso le quali possiamo comprendere che nulla rimane fisso e che l’arte è un rito di resurrezione e riscrittura.

La mostra Soglie. Materia, pelle e memoria è un percorso che si muove tra icona e frammento, tra apparizione e sparizione, tra ferita e guarigione, tra caos e rigenerazione. Ogni opera diventa una soglia, un punto in cui il passato si trasforma per generare futuro, e dove l’identità dell’artista – e dello spettatore – si ridefinisce continuamente.

 

Come in un percorso dalla profondità alla superficie, le 12 tavole in legno bruciato della serie Ipoderma, racconta ciò che è stato e ciò che può rinascere. Dalle ceneri emergono figure sospese, archetipi universali che abitano il confine tra distruzione e rinascita. È lo strato più profondo, quello che non si vede ma che trasforma tutto, un residuo vivo che collega passato e futuro.

 

Proseguendo lungo il percorso dal dentro più viscerale verso la superficie si arriva a Derma, dove la pelle si fa viva. Figure sospese tra pittura e pellami che oltrepassano la cornice per dialogare con lo spazio. Materiali di scarto, cuciti, dipinti e rigenerati, assumono il ruolo di metafora della pelle come superficie fragile ma vitale, luogo di cura, conflitto e trasformazione. In queste opere, il corpo e il derma che lo protegge diventano il ponte tra esperienza personale e dimensione universale, tra passato e presente, tra intimità e condivisione, tra ciò che si mostra e ciò che si custodisce. 

Si arriva all’Epidermide, dove la pelle diventa maschera, protezione ma anche comunicazione con l’esterno. Capi in pelle un tempo abbandonati vengono adesso trasformati, dipinti e valorizzati, diventando così totem, custodi di memoria: un’arte indossabile, segnata , stratificata, in cui ogni cicatrice, ogni traccia del tempo racconta una storia, come icone  in movimento.

Così si giunge a Equinozi, serie di 4 pitture digitali di figure femminili che attraversano le stagioni, apparendo e dissolvendosi, mostrando emozioni senza subirle, in un movimento sospeso tra un prima e un dopo. Sono anch’esse soglie, figure sospese tra una fine e un inizio in cerca di esistenza, rappresentate nell’esatto momento prima di affermarsi.

Il percorso termina in A Hot Mess, dove il caos diventa fertile. L’incontro tra umano e artificiale apre una nuova soglia, e l’artista diventa catalizzatrice della trasformazione. Il tempo del processo artistico ha reso possibile l’incontro tra passato e futuro, generando forme ibride, processi inattesi, possibilità di co-creazione, in cui l’artista rimane padrone dell’opera stessa.

Diversi modi di abitare la pelle e la materia, che raccontano trasformazione, liminalità e memoria. Entrare in questa mostra significa attraversare ogni opera come una soglia, ogni soglia un passaggio, e ogni passaggio una rinascita. 

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