
Derma
Dipinti e assemblaggi su tela e pellami recuperati
Derma 1: 60x60 cm
Derma 2: 100x80 cm
2025
La serie Derma nasce dal desiderio di andare oltre i confini tradizionali della pittura. Le figure non rimangono chiuse nella cornice, ma escono dalla superficie per dialogare con lo spazio e con chi osserva. Sono forme evocative e imprevedibili, costruite a partire da scampoli di pellame scelti e intrecciati sulla tela, in un gioco tra materia, casualità e composizione.
L’uso del pellame non è solo una scelta estetica, ma parte integrante del racconto. Si tratta di materiali di scarto provenienti da aziende, amici e conoscenti: residui che vengono cuciti, dipinti e rigenerati, trasformandosi in nuove immagini. Non è un gesto di semplice riciclo, ma un atto di valorizzazione: ridare vita a ciò che sarebbe stato dimenticato, creando un ponte tra passato e presente, tra memoria e futuro.
Il titolo rimanda al derma, lo strato intermedio della pelle, che nutre e sostiene l’epidermide. Allo stesso modo, queste opere vogliono mettere in luce i legami invisibili che uniscono corpo, materia e memoria. Il corpo dell’artista, con la sua storia di movimento e fragilità, è parte di questa ricerca: la pelle segnata da dermatite diventa metafora di conflitto, cura e trasformazione.
Le figure di Derma sono forse autoritratti, ma anche immagini collettive in cui ci si può riconoscere. Parlano di identità e resistenza, di fragilità che si trasforma in forza creativa. La scomposizione cubista, la frammentazione della cornice e l’uso del pellame creano un linguaggio personale che unisce superficie e spazio, intimità e condivisione.
Questa serie è anche un atto politico e culturale: Derma testimonia la necessità di creare spazi reali di libertà espressiva, luoghi dove l’arte possa rigenerarsi e trovare nuova linfa vitale utilizzando ciò che viene scartato.

