
Ipoderma
Serie di 12 dipinti
Olio e acrilico su legno bruciato
30 x 40 cm
2025
Dodici tavole in legno di abete bruciato e dipinto, dove dalle venature e dalle bruciature emergono figure sospese, volti che appaiono e si dissolvono come presenze in bilico tra distruzione e rinascita. Il termine “ipoderma” richiama lo strato più profondo della pelle: ciò che normalmente non vediamo, ma che custodisce la capacità di trasformazione e rigenerazione.
Queste opere nascono da un lungo percorso di ricerca che intreccia teatro, ritualità e pittura. Tutto parte da un laboratorio multidisciplinare a cui l’artista ha preso parte nel 2018, un cammino che univa training fisico, meditazione e riflessione collettiva. Da quell’esperienza è nato un collettivo che negli anni ha indagato il tema degli archetipi universali, elaborando dodici figure ibride ispirate al dialogo tra tarocchi, divinità egizie e iconografia cristiana.
Questi dodici archetipi – inizialmente pensati per la scena teatrale e per rituali performativi, messi in atto in “La trilogia dell’avvenire. L’angelo del futuro” a cura di Iacopo Braca – sono stati poi trasposti in pittura. Ogni tavola diventa così un frammento di una narrazione più ampia: un mosaico di simboli che unisce culture e religioni, tenute insieme da un filo invisibile.
Il legno bruciato è il supporto che porta in sé la memoria della terra e del fuoco, elementi primordiali di distruzione e rigenerazione. Su questo materiale, l’artista dipinge con olio e tecniche miste, lasciando che il caso della combustione dialoghi con la precisione pittorica. Le figure emergono dal fondo come apparizioni, archetipi che ci parlano di cicli eterni di vita, morte e rinascita.
Ipoderma non rappresenta semplicemente dei volti: è un rito pittorico che restituisce alla materia la sua forza evocativa. È la ricerca di un equilibrio tra controllo e imprevedibilità, tra passato e futuro, tra icona e frammento. Ogni tavola è una soglia che invita a interrogarci: cosa scegliamo di bruciare e cosa, dalle ceneri, siamo disposti a far rinascere?

RA – Il Mago – Gesù Cristo
Dio egizio del sole, creatore dell’universo e dell’umanità. Il suo simbolo è il disco solare, che rappresenta la resurrezione e la vita divina. In mostra è accostato a Cristo, entrambe figure di luce, rinascita e rivelazione.

ISIDE – La Papessa – Maria Vergine
Dea della maternità e della magia, raffigurata con il trono e le corna di mucca.
È madre universale e protettrice della vita. Associata alla Vergine Maria, custodisce il sapere iniziatico e invita alla trasformazione interiore.

HATHOR – Gli Amanti – Maria Maddalena
Dea dell’amore, della gioia e della bellezza, connessa al sole e al latte materno.
È simbolo di nutrimento e trasformazione. Avvicinata a Maria Maddalena, incarna la forza rigenerativa dell’amore.

ANUBI – Il Carro – San Cristoforo
Protettore dei defunti e guida nell’aldilà, raffigurato con testa di sciacallo.
Simbolo del viaggio e della rinascita, è accostato a San Cristoforo, protettore dei viaggiatori. Invita a compiere il proprio cammino con fiducia.

HORUS – La Giustizia – San Michele
Dio del cielo e della protezione, raffigurato come falco. Il celebre Occhio di Horus protegge e guida verso la verità. Associato a San Michele, incarna la forza del bene e la giustizia che ristabilisce l’equilibrio.

THOTH – L’Eremita – San Giovanni Evangelista
Dio della conoscenza e della scrittura, patrono degli scribi. Simboleggiato dalla luna crescente e dall’ibis sacro. Associato a San Giovanni Evangelista, rappresenta la saggezza, l’intuizione e la ricerca spirituale.

SEKHMET – La Forza – San Marco
Dea leonina della guerra e della guarigione, temuta e venerata per la sua duplice natura: distruzione e cura. Associata a San Marco, rappresenta il coraggio, la resistenza e la forza interiore.

SETH – La Torre – Giuda
Dio oscuro e ambivalente, associato al caos e alla distruzione, ma anche necessario
per l’equilibrio. Accostato a Giuda, rappresenta il crollo che precede una rinascita, la crisi
come occasione di rinnovamento.

BASTET – La Stella – Madre di Gesù
Dea dei gatti, protettrice della casa e delle nascite. Raffigurata con tratti felini, unisce dolcezza e forza. È simbolo di fertilità, speranza e rinnovamento, connessa alla figura della madre di Cristo.

NUT – La Luna – San Giovanni Battista
Dea del cielo, raffigurata come un arco di stelle che abbraccia la terra. Ingurgita il sole la sera e lo partorisce al mattino, incarnando il ciclo eterno di morte e rinascita. Collegata a Giovanni Battista, è ponte tra vecchio e nuovo.

GEB – Il Sole – San Francesco
Dio della terra e della fertilità, con la pelle del colore del limo del Nilo.
Associato a San Francesco, celebra la vitalità e l’armonia con la natura, ricordando che la terra
è fonte di vita e prosperità.

OSIRIDE – Il Giudizio – San Pietro
Signore dell’oltretomba, giudice delle anime e simbolo della morte seguita da rinascita.
Legato a San Pietro, custode del Paradiso, rappresenta il ciclo eterno di vita e rigenerazione.